lunedì 26 giugno 2017

LA MUSICA NELLE TUE PAROLE - Serena Nobile

Dopo aver letto il primo libro di questa serie (recensione qui) e averlo adorato ho atteso con ansia questo secondo capitolo perché se nel primo qualcosa mi aveva lasciata un po’ perplessa questo sapevo che non mi avrebbe deluso e così è stato. L’ho letteralmente divorato in poco più di un giorno e non posso fare altro che dire che io questi libri li amo proprio. Come amo questa copertina, davvero è fantastica! 

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Titolo:  La musica nelle tue parole
Autore: Serena Nobile
Editore: HarperCollins Italia
Pagine: 282
Trama: Giovane ed esuberante soprano, Vittoria incarna la sensuale passionalità della terra in cui è nata e cresciuta, e ora incede sicura sul palco del San Carlo di Napoli come una diva d'altri tempi. L'unica persona che riesce a scalfire il suo aplomb è Lorenzo, posato e schivo quanto lei è egocentrica e spumeggiante. Sono diversi come il sole e la luna e vanno tutt'altro che d'accordo, eppure la voce vellutata del giovane tenore accende dentro di lei un'emozione bruciante che la turba al punto da farle perdere il controllo. Quando qualcuno si introduce in casa sua e lascia sul piatto del giradischi un vinile che lei è certa di non aver ascoltato, il passato che ha legato indissolubilmente la sua vita a quella delle sue più care amiche torna a perseguitarla. Di colpo la sicurezza dietro cui si è sempre nascosta svanisce, rivelando una ragazza fragile e dolce che desidera solo essere amata e protetta. Così Lorenzo, colpito da quel cambiamento, la porta via con sé, e in una notte di follia emerge tutto il desiderio che covava sotto l'apparente ostilità.

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Non so nemmeno da dove iniziare a parlare di questo libro. Potrei partire da Napoli, questa movimentata città dove il tempo sembra scorrere in modo diverso dal resto del mondo, dove la gente vive di caffè e sfogliatelle e dove c’è il Teatro San Carlo, scenario di gran parte della vita di Vittoria. Ho visto Napoli coi miei occhi e ho vaghi ricordi di questa città, ma quando Serena ne parla le poche immagini che ho impresse nella mente prendono vita e mi sembra davvero di essere in mezzo alla strada o in uno dei tanti baretti che frequentano i protagonisti. Credo che questa serie mi piaccia tantissimo anche per questo, perché mi permette di rivivere luoghi e situazioni più o meno quotidiane che non ho mai realmente vissuto (per chi non lo sapesse passo i miei giorni in mezzo alle colline, al massimo prendo il caffè coi caprioli non di certo in riva al mare a Napoli o nelle vie trafficate di Roma), Serena riesce davvero a farmi entrare nella storia grazie al suo modo di scrivere.

Anche questa volta c’è una parte di mistery che rispetto a prima viene un tantino più approfondita, Ludovica è sempre più presente e le ragazze si sentono sempre più braccate ed insicure, paranoiche e spaventate; mettono in discussione ogni persona che incontrano perché oramai è chiaro che le coincidenze non esistono, quelle piccole cose che accadono a tutte (i fiori, la musica, i vestiti rovinati di Vittoria, il fuoco appiccato allo studio di Bianca…) e che inevitabilmente rimandano a quella scomoda faccenda di anni fa non avvengono per caso, qualcuno le segue e c’è solo una persona può volere una vendetta simile… ora è decisamente giunto il momento di correre ai ripari e di chiedere aiuto perché da sole non possono più uscirne.

Spero proprio che nei prossimi ci sia un ulteriore crescendo di questa ossessione perché mi piace parecchio.
E poi ovviamente ci sono i protagonisti. Vittoria e Lorenzo li ho amati da subito soprattutto lui (ricordo che nel caso di Bianca il suo Federico non mi aveva fatto stravedere, qui invece ho perso la testa per Lorenzo e i suoi occhi verdi, la sua pelle abbronzata, i capelli neri, le parole sussurrate in spagnolo…).

Loro sono fratellastri (il padre di lui sta con la madre di lei) e sin dal primo momento in cui si son incontrati anni prima si odiano. 
Ma non è un odio controllato e maturo, è un odio puro, cieco, profondo e irrazionale, che assomiglia troppo molto alla passione.


Il caso vuole che entrambi siano cantanti lirici e che al momento si debbano esibire nella Tosca a teatro, ma loro non riescono nemmeno a stare nella stessa stanza per più di un paio di minuti senza litigare e punzecchiarsi figuriamoci su un palcoscenico a poca distanza l’uno dall’altra, insomma il disastro è assicurato!

Vittoria è una Casta Diva, la tipica donna napoletana sensuale e formosa, bellissima e magnetica che però si vocifera sia irraggiungibile e lo odia dal più profondo del suo essere, tanto da aggredirlo fisicamente (più di una volta) e da cercare di incontrarlo il meno possibile sempre.

Lorenzo invece è un uomo molto affascinante e paziente che l’ha sempre guardata con ammirazione (e in silenzio) pur restandole lontano, almeno fino al momento in cui non sarà più possibile per lui ignorarla, momento in cui anche Vittoria si renderà conto che dietro le loro incomprensioni si cela un sentimento diverso dall’odio che forse è giunta l’ora di lasciar sfogare.

Loro due insieme li ho amati, si odiano (e amano), si desiderano (e respingono) più o meno inconsapevolmente per tutto il tempo. Il loro è un rapporto passionale, ogni emozione e sensazione è forte, intensa e pericolosa e la vivono fino all’ultimo. Il loro è un rapporto proibito quasi (tecnicamente non è incesto perchè non son fratelli di sangue ma restano comunque fratellastri) ma è un rapporto al quale nessuno dei due riuscirà a sottrarsi, l'attrazione troppo forte per essere sopita.

Non riuscivo a staccarmi da queste pagine, ne sono rimasta intrappolata. Mi sono innamorata di Lorenzo e dei suoi occhi a causa della parole di Vittoria ma è successo anche il contrario, ho amato lei tramite i pensieri di lui mi sembra quasi di conoscerli davvero.

Un ultimo apprezzamento devo farlo a Pietro, il pappagallo irriverente di Vittoria, ho adorato i suoi discorsi (a suon di insulti) con Lorenzo, davvero delle scenette fantastiche.

L’unica pecca (che a onor del vero è una pecca mia personale) è che non conoscendo le opere liriche mi sono ritrovata un po’ spiazzata nelle varie arie citate o cantate cosa che però non ha certo influito sul giudizio o sulla lettura che è stata molto piacevole e scorrevole (anche troppo veloce).

Ho deciso volutamente di non riportare citazioni di questo libro, perché credo che vada letto e non voglio anticiparvi nemmeno una minima frase. E se non l’avete fatto leggete anche Quello che i tuoi occhi nascondono perché questa è una serie che promette davvero bene, e spero che Serena la continui al più presto (nel caso non si sia capito io quello che scrive lei lo adoro).

4 commenti:

  1. Concordo. Secondo me quello che fa funzionare un romance e che rende davvero brava un'autrice è quando tu vedi nascere l'amore tra i protagonisti. A volte succede che te li ritrovi innamorati e non hai capito come è successo. Qui invece il loro rapporto ha un'evoluzione velocissima, se vogliamo, ma Serena è riuscita a trasmetterne ogni piccola modifica: dal "ti detesto" al "forse non è mica vero" al "vuoi dire che ho fatto finta per tutti questi anni?" al "ah sì, lo/la amo proprio, porca miseria, sono fregata/o". Così quando si dicono la fatidica frase, tu sei lì che la aspetti, perché lo sai già.

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    1. Hai ragione, ma cosa influisce molto sul mio apprezzamento di certe storie? Tutti gli anime che guardo (disagiati) con Alex!

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  2. Uh, non avevo capito ti fosse piaciuto così tanto o.O
    Sai che su parecchie cose sono d'accordo (Napoli, però, non mi ha coinvolta come Roma, ma forse perchè non ci sono mai stata, chi lo sa; mentre ho amato il frequente ricorso alla lirica, pur essendone digiuna a mia volta), in particolare su PietroxD Ma com'è che non hai parlato di Tita, l'impagabile Tita?? VERGOGNA!!xD

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    1. Ti ho detto che ho dato 5 stelline, le meritano solo le storie che mi piacciono tanto e qui non c'è nulla che non mi ha convinta nonostante non conosca l'opera (e comunque ho roba metal lirica sull'ipod!!!). Tita... si. Shame on me. Peccato che spesso nelle scene con lei la mia attenzione era attirata altrove diciamo... XD

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